Cosa vedere a Gallicianò: l’ultimo paese custode del greco di Calabria

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15 Settembre 2025
gallicianò cosa vedere

I luoghi che più hanno scalfito la mia anima, nel corso degli anni, sono stati quelli che non compaiono sulle mappe turistiche, quasi non esistessero. Gallicianò è uno di questi. Un borgo di circa trenta abitanti incastonato nella rigogliosa Vallata dell’Amendolea che ti connette ad un mondo lontano dalla tua routine frenetica, da quel frastuono mediatico che ogni giorno rischia di soffocarci. Qui, la magia nasce dai ritmi lenti scanditi dal canto del gallo, dal sole che si addormenta dietro il Monte Sofia e dal suono antico della lingua che un tempo fu quella di Omero.

Sommario

Dove si trova Gallicianò

Il borgo, oggi frazione del comune di Condofuri (RC), sorge arroccato su un costone roccioso a circa 600 metri sul livello del mare, sulla sponda destra della fiumara Amendolea, la più importante del Parco Nazionale dell’Aspromonte. Le anse color argento della fiumara rendono la vallata su cui affaccia Gallicianò una delle più spettacolari della zona. E si pensa sia proprio questa sua posizione remota, in un territorio impervio, ad aver preservato così miracolosamente il grecanico di Calabria, definito anche greco di Calabria.

Cosa vedere a Gallicianò: uno dei borghi più belli della Calabria

Gallicianò è l’unico paese dell’area grecanica in cui questa variante del greco antico è una lingua viva, parlata quotidianamente dalla popolazione locale, anche se per lo più nell’ambiente domestico. Non a caso, è stato definito come l’Acropoli della Magna Grecia

Qui si pratica l’autentica filoxenia – quel senso di ospitalità e accoglienza insito nella cultura greca.

Per scoprire Gallicianò ci lasciamo guidare dai suggerimenti: all’Agriturismo Il Bergamotto, ci avevano detto: “Chiedete di Giovanni”. Così, al bar, noi chiediamo di Giovanni. Il ragazzo dietro al bancone, gentilissimo, inizia a fare una serie di telefonate, rigorosamente in greco di Calabria, finché ci informa che, al posto di Giovanni, sarebbe arrivato Mimmo.

Mimmo, un signore dall’aria sommessa ma autorevole, lunghi capelli bianchi raccolti in una coda bassa, ci accoglie con grande calore fuori dal bar e, con straordinaria sapienza, comincia a raccontarci la storia di Gallicianò. Solo più tardi capiremo che Mimmo Nucera, architetto di professione, è stato ed è tuttora una figura chiave nella salvaguardia della cultura ellenica, sempre in prima linea nelle iniziative per mantenerla viva, e tramandarla ai più giovani. Mimmo, anche detto Mimmo l’Artista, ci accompagna tra i luoghi più significativi del borgo, spiegandoci con passione autentica storia, tradizioni e curiosità locali. 

Le origini di Gallicianò risalgono alle antiche migrazioni dall’Oriente, tra il X e l’XI secolo. Il suo nucleo abitativo si sviluppa intorno alla piazza principale, Platia Alimos, da cui partirà il nostro itinerario. Qui si trova la chiesa cattolica del paese, la Chiesa di San Giovanni Battista, il santo patrono di Gallicianò la cui festa si celebra ogni 29 agosto. 

1. Chiesa ortodossa Madonna di Grecia

Dopo aver attraversato gli stretti vicoli del paese, insieme a Mimmo, giungiamo nella parte alta del paese, dove si trova la piccola Chiesa di Panaghìa tis Elladas. Si tratta di una chiesetta ortodossa dall’aria intima, dedicata alla Madonna di Grecia, edificata sui resti di una casa-grotta. È stata costruita proprio da lui con l’intento di preservare la tradizione religiosa ortodossa e offrire ai fedeli un luogo di culto. Inaugurata nel 1999, la chiesetta contiene icone di ispirazione bizantina e ornamenti tipici della tradizione religiosa greco-ortodossa. Tra le varie icone, risalta un affresco che rappresenta nello specifico i santi italo-greci, caratteristici di questa zona grecanica. Prima di entrare, veniamo invitati a suonare la campana fuori dalla chiesa per tre volte, in segno di buon auspicio. 

2. Anfiteatro

Accanto alla chiesetta ortodossa sorge un piccolo anfiteatro, dedicato al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, in ricordo della sua visita al borgo nel 2001. La sua peculiarità è l’assenza di una scena vera e propria: qui, infatti, il palcoscenico non è altro che la vista sul paese e sul panorama retrostante, ritenuti di per sé già abbastanza suggestivi da non richiedere nulla di più. Una lastra di ferro che si erige in una nicchia racchiude i versi di un canto d’amore antichissimo, inciso in caratteri grecanici: 

“Ìglio ti òllo ton còsmo 

porpatìse an to levànti sto ponènti 

pài Pino gapào egò su to cchorise canunato ce vrè a ssu ghelài” 

Traduzione

“Sole che percorri tutto il cosmo
da levante a ponente vai 

chi io amo tu lo vedi guardalo e dimmi se lui ti sorride” 

foto anfiteatro e nicchia

3. Museo Etnografico “Anzel Bogasari Merianù”

Sulla via del ritorno, ci fermiamo al Museo etnografico, in cui sono raccolti antichi oggetti che ripercorrono le tradizioni del luogo. I racconti di Mimmo sul funzionamento di alcuni particolari utensili per i campi o per la cucina, tra cui uno stampo in legno di gelso intagliato a mano per fare la musulupa, un formaggio tipico della zona, ci sembra possano continuare all’infinito. E noi, se avessimo potuto, saremmo rimasti lì, incantati, ad ascoltarlo. 

Mimmo ci guida attraverso ricostruzioni delle abitazioni di un tempo, con tessuti di ginestre e di lana, e poi ancora, attraverso una carrellata di strumenti musicali, in particolare le zampogne fatte con la pelle di capra, l’organetto e il tamburello. La musica ha un ruolo importante a Gallicianò, che è stata più volte definita come la capitale della musica popolare.

4. Sorgente dell’Amore (Cannalo tis Agapi

Tra i luoghi più curiosi che incontriamo c’è la Sorgente dell’Amore, una fontana dove un tempo le ragazze andavano a prendere l’acqua e dove, si racconta, i giovani si appostassero per osservarle. 

Suggestiva è anche la cosiddetta “vasca”, il lavatoio del borgo, dove le donne si riunivano per lavare i panni. La sua particolarità è la posizione panoramica: la vasca si trova infatti in un punto già elevato, da cui si apre una splendida vista sui monti che, vogliamo immaginare, potesse alleviare un po’ le fatiche quotidiane delle donne del tempo.

Dove mangiare 

Le opzioni dove mangiare a Gallicianò erano due: la Taverna Greca, con una bellissima terrazza affacciata sulla vallata, e la Trattoria Nizio Paleo, un ristorante dall’aria “domestica”.

Scegliamo la seconda opzione. Saliamo una rampa di scale esterne in pietra, e sul pianerottolo, ci accoglie una signora che prontamente ci chiede se vogliamo mangiare. Ci accomodiamo in una sala rustica ma accogliente, con tavoli e sedie in legno, utensili tradizionali, e una vista incantevole sulle montagne circostanti. La signora ci porta una bottiglia di vino della casa e inizia a sfornare, poco alla volta e seguendo il nostro ritmo, una serie di antipasti tipici – taglieri di salumi e formaggi locali, sott’oli misti, polpette di melanzane, zeppole, e tanto altro ancora. La nostra sensazione – e lo dico io, che ho mamma e nonna calabresi – era che se non avessimo educatamente accennato ad un leggero senso di sazietà, le pietanze sarebbero continuate ad arrivare all’infinito. Inutile dire che il prezzo è stato davvero irrisorio.

Finito il pranzo, ci dirigiamo verso l’unico bar del paese, nella piazza principale, Platia Alimos. Si tratta di un piccolo bar-emporio dall’atmosfera decisamente vintage. Entrando, mi sembra di ritrovarmi sul set de “L’amica geniale”. Immagina un locale anni Sessanta, con il telefono a gettoni, dove ogni traccia di modernità sembra essere rimasta fuori.

Come arrivare a Gallicianò

Gallicianò puoi raggiungerlo a piedi dall’Agriturismo Il Bergamotto percorrendo un tratto del Sentiero dell’Inglese, un cammino di sette giorni ispirato all’esperienza del viaggiatore e scrittore inglese Edward Lear. Puoi approfondire leggendo l’articolo sui percorsi di trekking in Calabria.

L’alternativa è raggiungerlo in auto:

  • da Reggio Calabria, prendi la SS106 Jonica e prosegui verso sud-est fino a Condofuri Marina. Qui cerca l’uscita / bivio per Amendolea-Chorio, prosegui seguendo le indicazioni per Gallicianò;
  • Da nord (es. da Catanzaro): imbocca la SS106 Jonica (E90), procedi fino al tratto di Condofuri e Amendolea, poi prendi la strada che sale verso Gallicianò, fino a Località Vucida e poi al borgo.

Noi siamo arrivati a destinazione a bordo di una piccola utilitaria, dall’Agriturismo Il Bergamotto. Era una torbida giornata di agosto, e il trekking sotto il sole cocente lungo la fiumara Amendolea, senza un filo d’ombra, in quel frangente ci è stato sconsigliato. La strada era ostica, e guidare fino a lì, fra tornanti, buche e strapiombi, non è stata un’impresa da poco. Ma la vista di quel paesaggio montano, attraversato dalla fiumara argentata che taglia la valle, ripaga assai. 

Cosa vedere nei dintorni di Gallicianò

Nell’area di Gallicianò meritano una visita:

  • Amendolea con i ruderi del Castello dei Ruffo
  • Condofuri Superiore
  • Roghudi Vecchio
  • Bova
  • Bagaladi
  • Roccaforte del Greco

Nella direzione di Reggio Calabria trovi:

  • Pentedattilo
  • Montebello Ionico
  • Promontorio di Capo D’armi
  • Antiquarium di Lazzaro
  • Motta San Giovanni e il Castello di Santo Niceto
  • Pellaro, una delle località più note per volare con il kitesurf
  • Reggio Calabria


Nella direzione di Locri:

Articolo scritto da Irene Pinto, ricercatrice e progettista in turismo sostenibile, con esperienza in innovazione e valorizzazione del patrimonio culturale nelle destinazioni periferiche.

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Ciao!

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Mi chiamo Luigina, dal 2016 racconto e promuovo senza sosta il mio posto nel mondo, la Calabria, che esploro con gli occhi e il cuore di una viaggiatrice.

La mia missione è raccontare la vera anima di questa terra a te che sei in partenza per le vacanze e hai il desiderio di esplorarla nella sua vera intimità. A te che come me vivi qui oppure stai lontano. Voglio donarti nuovi occhi e quella giusta dose di consapevolezza per scoprirla, ritrovarla e innamorarti, come fosse la prima volta. Ti racconto di me.

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2 Commenti

  1. Daniela

    Grazie per aver condiviso le tue emozioni di viaggio, ma soprattutto il tuo amore sviscerato per la Calabria, che è anche la mia terra.
    Vivo a Bologna ma mi piacerebbe, tornando, poter camminare con chi conosce bene la nostra Terra per poterla conoscere meglio anch’io.
    Vorrei unirmi ad uno dei tuoi prossimi cammini.
    Grazie,
    Daniela

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