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Civita: il borgo dall’anima arbëresh del Parco Nazionale del Pollino

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25 Maggio 2023
civita pollino

Quando nel 2016 sono stata per la prima volta a Civita non immaginavo che mi sarei innamorata di questo piccolo borgo della Calabria a un’ora da Cosenza. L’unico appuntamento del weekend era il canyoning tra le Gole del Raganello: avrei camminato in acqua per più di tre ore in uno degli angoli più incontaminati della mia terra, alla ricerca di quel silenzio e quella lentezza che per tanti anni mi sono mancati. Li ho ritrovati qui, in questo paese dall’anima arbëresh incastonato ai piedi del Parco Nazionale del Pollino, l’area naturalistica più grande d’Italia nonchè Geoparco Unesco.

Civita è il mio posto del cuore, dove voglio vivere per il resto della mia vita. Sì, mi piace pensare di invecchiare qui, davanti alla Timpa del Demanio, la montagna che mi ha fatto tremare le gambe dall’emozione. Mi piace pensare di fare colazione, stendere il mio tappetino di yoga e prendermi cura di me stessa contemplando questo paesaggio fuori dall’ordinario. Mi piace pensare di salire ogni giorno sulla dorsale del Raganello e regalarmi del tempo in solitudine. Mi piace pensare di  guidare gli ospiti del mio futuro B&b alla scoperta della terra che considero il mio posto nel mondo.

Sommario

Le origini di Civita

Murales dedicato a Giorgio Castriota Skanderberg

Civita è stata fondata nel 1471 da profughi albanesi giunti sulla costa calabrese dopo la morte dell’eroe nazionale Giorgio Castriota Skanderberg. Un grande esodo nel sud Italia che nel tempo ha dato origine all’Arbëria, una comunità con 50 isole etnolinguistiche di cui 35 si trovano in Calabria, distribuite nella provincia di Cosenza, Crotone e Catanzaro.

L’origine del nome “Civita” secondo alcuni deriva dalla parola albanese “Çifti” che significa paio o coppia e spiegherebbe la struttura urbanistica formata dai due rioni, Sant’Antonio e Magazzeno. Secondo un’altra versione, il nome proviene da “qifti” cioè aquila, da cui la denominazione “Nido d’Aquila” per via della suggestiva posizione del borgo del Pollino.

Cosa vedere a Civita: uno dei borghi più belli della Calabria

Civita, oltre a far parte dei borghi più belli d’Italia e aver ottenuto la bandiera arancione del Touring Club Italiano, è una delle comunità albanesi più antiche del nostro Paese. L’arbëreshe è insegnato a scuola, è presente nella toponomastica e gli abitanti conservano ancora oggi le antiche tradizioni, dal rito greco-bizantino alla cucina fino alla danza, soprattutto in occasione delle festività pasquali quando si celebrano le cosiddette “Vallje“. Sono delle danze popolari che rievocano la vittoria di Giorgio Castriota Skanderberg e del suo piccolo esercito contro i turchi guidati da Balabano. Un grande attaccamento alle radici e alla propria identità che ha ispirato anche il film “Arbëria” della regista calabrese Francesca Olivieri. 

Ho parlato di Civita anche in questo articolo dedicato ai borghi calabresi che dovresti assolutamente visitare:

Borghi da visitare in Calabria

Museo Etnico Arbëresh

P.zza Municipio – tel. 0981/73032- 73150 – sito web: meamemoria.it

Il Museo Etnico albanese di Civita è stato creato nel 1989 dall’Associazione Culturale “Gennaro Placco” con l’obiettivo di mantenere e valorizzare l’identità culturale della minoranza etnica albanese.

Il percorso espositivo è sviluppato su due livelli. Al piano terra c’è la Sala dell’Accoglienza con una biblioteca monotematica sull’etnia italo-albanese. Qui si trova anche la redazione di “Katundi Ynë“, il periodico fondato nel 1970 che raccoglie il materiale inviato dai collaboratori delle comunità albanesi disseminate nelle altre regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Campania, Molise, Puglia e Sicilia.

Al primo piano puoi immergerti nella storia e nella cultura tipica di questa popolazione, con i suoi costumi tradizionali e gli antichi attrezzi usati dai contadini. Ci sono anche dei pannelli espositivi relativi alle principali attrazioni di Civita, tra cui il Ponte del Diavolo, le case Kodra e i comignoli.

Info pratiche

Il museo etnico Arbëresh si trova all’ingresso del borgo ed è aperto al pubblico solo di pomeriggio, dalle 17.00 alle 19.45.

Ingresso ad offerta libera.

Chiesa di Santa Maria Assunta

La chiesa è stata costruita nella seconda metà del 1600 ed è situata nella piazza principale di Civita. Nel 1988 grazie al papàs Antonio Trupo è stato sostituito l’altare latino con l’iconostasi in legno di noce e ulivo, tipica delle chiese di rito greco-bizantino.

Ponte del Diavolo

Il Ponte del Diavolo di Civita, situato nel tratto finale delle Gole del Raganello, collega le due pareti del canyon scavato dal torrente. 

L’opera architettonica del borgo arbëresh del Pollino ha subito nel corso dei secoli numerosi interventi di ristrutturazione: i più importanti sono avvenuti nell’Ottocento e l’ultimo nel 2005, dopo il crollo del 1998.  

Dietro la costruzione di questo ponte a dorso d’asino c’è una leggenda che racconta che sarebbe stato un proprietario terriero a chiedere al Diavolo di edificarlo, in cambio dell’anima del primo essere umano che l’avesse attraversato. Il Diavolo accettò la proposta e in una notte lo costruì. L’uomo astuto però lo fece percorrere ad una pecora. Quando il Diavolo si rese conto dell’inganno maledisse il ponte e cercò di distruggerlo, ma non ci riuscì in quanto l’aveva costruito troppo bene.

Per raggiungere il Ponte del Diavolo di Civita puoi partire dalla Chiesa di Santa Maria Assunta e poi procedi lungo Viale Arberìa. Dopo il ristorante “Antico Ulivo” gira a sinistra su Corso Cavallotti fino ad arrivare al B&b Il Belvedere. Da qui prendi la ripida scalinata che in circa 45 minuti ti porterà al Ponte del Diavolo.

Il dislivello è di circa 250 metri, quindi porta sempre con te una bottiglia di acqua ed evita le ore più calde della giornata.

Case Kodra e Comignoli

Questi due elementi architettonici sono le icone che contraddistinguono il borgo di Civita.

Le case Kodra sono delle caratteristiche casette raffiguranti il volto umano che sono sparse tra i vicoli del centro storico. Sono costruite su due livelli, come da tradizione arbëreshë, e hanno una grande porta o finestra al piano terra che serviva per la conservazione degli alimenti. Al secondo piano ci sono due piccole finestre, utili per la fuoriuscita del fumo e in mezzo il comignolo.

Per approfondire leggi qui: 

Le curiose case Kodra di Civita ispirate all’artista post cubista albanese

comignoli sono dei veri e propri capolavori artistici che resistono alla forza del tempo e al vento di tramontana del Pollino, che qui soffia imponente. Ogni pezzo è il simbolo dello status sociale di ogni famiglia: elementi complessi e decorati per le famiglie nobili, più semplici per i contadini e abbelliti da forme apotropaiche per le famiglie che vivono di simbologia e ritualità.

Dorsale del Raganello

La Dorsale del Raganello è un crinale roccioso che si trova fuori paese, precisamente sopra lo Sprar, che in passato era un ostello.

Raggiungere questo piccolo angolo di paradiso è la prima cosa che faccio quando torno a Civita anche se mi sono alzata alle 6 di mattina. Stare qui per un paio di ore mi fa ritrovare quella pace che spesso perdo tra le mille cose da fare, è un po’ difficile da spiegare ma è così.

Arrivarci a piedi non è semplice e hai due alternative. La prima è raggiungere la Chiesa di Sant’Antonio, prendi contrada Llakza fino ad arrivare ad un bivio dove ci sono due panchine e una fontana. Gira a destra e dopo circa un quarto d’ora arriverai allo sprar. Sali i gradini e arriverai sulla terrazza di fronte la Timpa del Demanio: qui troverai un sentiero che sale verso su che non è tracciato.

La seconda alternativa è raggiungere il tabacchi in piazza e proseguire verso l’ufficio postale. Da qui continui su Vicolo II Garibaldi e poi segui la strada su contrada Llakza.

Per questioni di sicurezza ti consiglio di andarci in compagnia e di evitare le giornate in cui ha piovuto nei giorni precedenti perchè le pietre bagnate sono molto scivolose. Te lo dico perchè tempo fa sono caduta e mi sono fatta male, quindi occhio.

I Setteventi del Pollino

Via Martiri – Contrada Spirito Santo – tel. 340 6659574

Una delle esperienze da non perdere se visiti Civita è conoscere da vicino la realtà dell’associazione culturale “I setteventi del Pollino” creata da Roberto Rugiano con l’obiettivo di avvicinare e far conoscere il mondo dei rapaci.

Dove mangiare

Civita è un piccolo scrigno che ti incanta non solo per i paesaggi mozzafiato del Parco Nazionale del Pollino ma anche per la cucina semplice legata alla tradizione albanese, fatta di prodotti genuini come formaggi, carne di capretto e pasta fatta in casa. Il tutto elaborato in ricette contadine ricche di quelle influenze balcaniche che danno a questi piatti poveri un carattere speciale.

  • Ristorante Kamastra – P.zza Municipio 3/6 – tel. 0981 73387

Ho mangiato per la prima volta in questo locale nel 2016 dopo l’escursione impegnativa alle Gole del Raganello

Il ristorante Kamastra è gestito da Enzo Filardi, avvocato e compositore di musica etnica, e da sua figlia Roberta. Si trova nella piazza di Civita ed è ospitato nei locali di un’antica filanda degli anni ’50.

In cucina c’è il giovane chef Francesco Algieri che prepara i piatti tipici della comunità arbëresh, tra cui la “dromesat“, una sorta di cous-cous di acqua e farina poi cotto in un sugo di carne. L’antico rito prevede che la farina venga sparsa sulla spianatoia e poi “battezzata” con un rametto di origano e setacciata fino ad ottenere dei piccoli grumi di pasta.  

Da provare il liquore di piretto, che non è limoncello ma ci assomiglia. È di colore giallo oro con fragranti note agrumate, dal profumo inebriante e intenso. 

Il piretto è un agrume del territorio più dolce del limone e si chiama così per la sua forma allungata simile a quella di una pera.

Una tappa obbligatoria è il Museo del piretto ospitato in quella che un tempo era la sede del Club degli escursionisti.

  • Ristorante Agorà – Piazza Municipio 30 – tel. 0981 73410

Il ristorante Agorà è una delle soste del gusto da non mancare se ti trovi a Civita. L’antipasto è molto abbondante: si parte con il prosciutto locale e il formaggio pecorino ai quali seguono frittelle, patate contadine, cicoria selvatica, zuppa di fagioli e molto altro. Se te la senti di proseguire ti consiglio di prendere l’arrosto di vitello o una bella tagliata.

Dove dormire

  • B&b Il Belvedere – Corso Cavallotti 27 – tel. 0981 73232

Questo è stato il B&b dove ho alloggiato per la prima volta a Civita: un antico palazzo con un panorama meraviglioso sulla Timpa del Demanio e le Gole del Raganello. Ha quattro camere denominate con i fiori presenti nel Parco Nazionale del Pollino.

I titolari, Gianluca e sua moglie Ewa, ti coccoleranno fin dalla mattina con i dolci fantastici preparati dalla signora Dina, mamma di Gianluca.

  • Case vacanze Le Vie del Borgo – Via Trento, 1 – tel 328 7036349sito web

Nel 2021 la mia dimora per due settimane è stata Casa Lulja, uno splendido loft indipendente con giardino situato nel quartiere Sant’Antonio, la parte più alta di Civita. Il mio angelo custode è stata Rossella che si è presa cura di me come una figlia. Se vuoi vivere la vita di paese te la consiglio perchè avrai modo di passare diverse serate a chiacchierare con i vicini.

  • B&b La Magara – Via Armando Diaz, 6 – tel. 333 9882179

Un’altra struttura ricettiva con splendida vista sulla Timpa del Demanio è quella del B&b La Magara gestito da Antonella Vincenzi che ha ristrutturato l’antica casa di sua nonna per accogliere tutti coloro che hanno voglia di ascoltare il silenzio e vivere a pieno la vita di paese.

Il B&b La Magara si trova nelle viuzze strette del quartiere Sant’Antonio, nella parte alta dell’abitato arbresh.

Informazioni pratiche: come arrivare a Civita

  • Auto: Autostrada A2 del Mediterraneo provenienza Nord o Sud, uscita Castrovillari-Frascineto, prosegui per SS105 per circa 6 km e segui le indicazioni per Civita.
  • Autobus: l’unico mezzo che arriva a Civita è quello della Saj: parte dall’autostazione di Cosenza, fa fermate intermedie tra cui quella dell’Università di Arcavacata e arriva a Castrovillari. All’uscita a Frascineto scendi e prendi la coincidenza per Civita. La linea regionale di riferimento è Castrovillari-Trebisacce-Nocara. Per avere maggiori informazioni visita il sito www.saj.it.
  • Treno: la stazione più vicina è quella di Sibari. Da qui prosegui seguendo le indicazioni che ti ho dato sopra.
  • Aereo: l’aereoporto Internazionale di Lamezia Terme è collegato a Cosenza tramite l’autolinee Romano. Per info visita il sito www.autolineeromano.com.

Cosa vedere nei dintorni di Civita

  • Il Museo delle Icone e della Tradizione Bizantina di Frascineto (9 minuti)
  • Castrovillari (20 minuti)
  • Morano Calabro e il Parco della Lavanda di Campotenese (25 minuti)
  • Il Parco Archeologico di Sibari (29 minuti), uno dei 14 siti e parchi archeologici da visitare in Calabria
  • Cerchiara: il paese del pane (30 minuti)
  • Altomonte (33 minuti)
  • Mormanno: la patria del bocconotto (34 minuti)
  • San Lorenzo Bellizzi (40 minuti)
  • Saracena (40 minuti)
  • La Grotta del Romito di Papasidero (46 minuti)
  • Roseto Capo Spulico (47 minuti)
  • Oriolo (56 minuti)
  • Rocca Imperiale (1 ora)
  • Il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli e la Fabbrica a Rossano Stazione (49 minuti)
  • Il Castello Ducale di Corigliano-Rossano (50 minuti)
  • Il Codex Purpureo Rossanensis di Rossano, uno dei più antichi evangeliari esistenti al mondo  (1 ora)
  • L’Abbazia di Santa Maria del Patire a Corigliano-Rossano (1 ora e 3 minuti)
  • I Giganti del Cozzo del Pesco a Corigliano-Rossano (1 ora e 11 minuti)

Escursioni sul Pollino da Civita

Se ami il trekking come me, Civita è un’ottima base per moltissime escursioni sul Pollino. Esci dal paese, prendi la Via della Montagna che ti porta al Ristorante Pino Loricato e poi prosegui per circa altri 7 km raggiungendo l’ex rifugio del Cai di Colle Marcione, a quota 1227 metri. Da qui, a parte la vista spettacolare sulla destra delle Timpe di San Lorenzo, Porace e Cassano, partono diversi sentieri che arrivano fino al Monte Manfriana (1.981 metri) passando per Timpa del Principe, per poi proseguire fino alla vetta più alta dell’Appennino Meridionale a quota 2.267 metri di altezza: il Serra Dolcedorme.

In alternativa, in 20 minuti di macchina puoi spostarti verso Cerchiara e salire sul Monte Sellaro.

Per approfondire puoi dare un’occhiata agli articoli qui sotto:

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Ne ho parlato qui:

3 itinerari on the road in Calabria dalla costa ionica alla tirrenica

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