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Museo Musaba di Mammola: il parco delle meraviglie in Calabria

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11 Giugno 2023
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Il Musaba, acronimo di Museo di Santa Barbara, è un museo surreale a cielo aperto di 7 ettari situato a Mammola. Intravedevo le sue strane opere ogni volta che da piccola andavo dai miei nonni materni a Varapodio, percorrendo la superstrada della Limina che collega lo Ionio al Tirreno. Dal finestrino lanciavo sempre uno sguardo al curioso “Arlecchino” che tendeva le braccia verso il cielo ma non immaginavo che qualche decennio più tardi mi sarei ritrovata a vivere un’esperienza visuale unica al mondo. Un’esperienza che ho inserito sia nella mia guida turistica della Calabria che all’interno di uno dei 3 itinerari on the road.

Musaba: un’esplosione di arte e colori nella Vallata del Torbido

Il Musaba di Mammola è un concentrato di arte contemporanea nascosto ai piedi del Parco Nazionale dell’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria. Più precisamente ci troviamo nella Vallata del Torbido, cuore antico della locride, dove si ipotizza ci fu la battaglia tra le colonie greche di Locri Epizefiri e Crotone nella metà del VI secolo a.C..

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Questo parco museo laboratorio nasce nel 1969 grazie agli artisti Nik Spatari e Hiske Maas e si sviluppa attorno ai resti di un antico complesso monastico del X secolo. Un luogo dove arte, architettura e paesaggio si fondono perfettamente creando un mix tra l’antico e il moderno.

Il Museo di Santa Barbara ospita tantissime opere realizzate negli anni ‘80 da Nik Spatari e artisti internazionali. Tra le sculture site-specific sparse nel parco ci sono “Fountain” dell’artista taiwanese Jin Jong Chen, la “Donna Fontana” realizzata nel 1987 da Stevie Kerwin, poi ricoperta con frammenti colorati nel 2006 dall’artista mammolese. Non passa inosservata l’opera “Fireman” dell’artista calabrese Italo Sganga, ispirata alla protettrice Santa Barbara e visibile dalla superstrada Ionio-Tirreno.

Alcune delle opere del Musaba realizzate da Nik Spatari

La Foresteria

Quest’opera architettonica realizzata da Nik Spatari tra il 2004 e il 2008 e particolare per la sua copertura iper colorata, è un labirinto vivace pieno di stanze, adibito sia a zona residenziale sia a laboratorio. Nik Spatari infatti organizzava delle attività formative stimolando la creatività dei giovani artisti provenienti da tutto il mondo. I ragazzi potevano partecipare a corsi e stage di mosaico e architettura, lavorare fianco a fianco con l’artista e partecipare all’evoluzione del progetto del Musaba.

All’interno del chiostro ci sono 1000 metri quadrati di mosaici monumentali in progress, un’infinità di tasselli colorati che danno vita a scene del Vecchio e del Nuovo Testamento.

Al centro, l’artista calabrese ha installato la scultura “L’ombra della Sera”, un omone di ferro alto 15 metri che si allunga verso il cielo, incatenato tra i cavi di acciaio che lo sorreggono per non farlo precipitare.

Il “Concetto Universale”

Il “Concetto Universale”, realizzato nel 1983 con la tecnica del calcestruzzo dipinto grazie al supporto di alcuni studenti locali, è diventato il simbolo del Musaba con i suoi raggi solari colorati che si elevano all’infinito.

La Rosa dei Venti

La Rosa dei Venti, oltre ad essere adibita ad abitazione, è lo spazio museale dove sono custodite le opere dell’artista scomparso nell’estate del 2020, dagli anni ’40 fino ai tempi più recenti. La costruzione, iniziata da Spatari nel 2008, è stata realizzata con forme geometriche ispirate ai triangoli egizi e agli esagoni dell’oriente antico.

Il Sogno di Giacobbe: la Cappella Sistina calabrese

Quando sono entrata nell’ex Chiesa di Santa Barbara sono rimasta per qualche minuto con gli occhi incollati al soffitto a guardare il “Sogno di Giacobbe”, definita la Cappella Sistina calabrese. Questo gigantesco dipinto tridimensionale lungo 14 metri copre tutto lo spazio della volta e dell’abside della cappella ed è stato realizzato da Nik Spatari in cinque anni, tra il 1990 e il 1994. Le figure umane che l’artista ha definito “silhoutte” sono ritagliate su fogli di legno leggero, dipinte e poi applicate come rilievi sospesi nell’aria.

Nik Spatari e Hiske Maas: la storia dei visionari del Musaba

Lui calabrese, lei olandese.

Lui, pittore, scultore e architetto di fama internazionale, si dedica all’arte fin da bambino seguendo il padre e ritraendo scene di vita nei paesi dell’Aspromonte. Grazie al suo talento vince a soli 9 anni il premio internazionale di disegno Asse Roma-Tokio-Berlino ma due anni dopo diventa sordo a causa di una mina scoppiata durante la seconda guerra mondiale, evento che lo costringe a formarsi da autodidatta.

Le prime esperienze all’estero arrivano con la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1958. Alla fine del decennio si trasferisce a Losanna e poi parte per Parigi dove frequenta e collabora coi grandi del Novecento: Picasso, Le Corbusier, Jean Cocteau, Max Ernst e Sartre.

Lei, artista anticonformista, lascia a 18 anni la famiglia per girare il mondo e cercare la sua identità.

Si incontrano a Parigi nel 1963 e da allora non si lasciano più. Nel 1966 aprono una galleria d’arte a Milano, nel cuore di Brera, e nel 1969 stanchi della città si trasferiscono a Mammola per dare vita al Musaba.

Con l’aiuto di un gruppo di volontari riportano alla luce i resti di un antico complesso monastico del X secolo, e con una grande mostra nel 1971, adibiscono le antiche rovine a spazio espositivo.

Piano piano trasformano un luogo abbandonato e pieno di macerie in un museo colorato a cielo aperto, riciclando i materiali del territorio.

Oggi, dopo la scomparsa di Nik Spatari nel 2020,  il Musaba è portato avanti dalla sua compagna Hiske.

Musaba: prezzo biglietto e orari

Il contributo d’ingresso al Musaba di Mammola senza guida è di 10 € per gli adulti, per i bambini fino ai 6 anni è gratuito, dai 7 ai 15 costa 5 €. Comprende la visita del Parco, della Foresteria, della Rosa dei Venti e dell’ex Chiesa di Santa Barbara che custodisce il Sogno di Giacobbe.

Per una visita guidata (da prenotare con anticipo) occorre un numero di minimo 15 persone e il prezzo è di 15 € ciascuno. Per i gruppi superiori a 30 persone il costo del biglietto è 13 €.

Il Musaba è aperto tutto l’anno, da lunedì a domenica, tranne Natale, Capodanno e la domenica di Pasqua. L’accesso è consentito dalle ore 10.00 alle ore 14.00.

Per maggiori informazioni visita il sito http://www.musaba.org/

Come arrivare al Musaba di Mammola

Per raggiungere il Musaba hai due opzioni:

  • Autostrada Salerno – Reggio Calabria: esci a Rosarno, imbocca la superstrada Jonio-Tirreno in direzione di Marina di Gioiosa Ionica, prendi lo svincolo Mammola e segui la segnaletica per il Musaba.
  • Statale 106 Jonica: Imbocca la superstrada Jonio-Tirreno, esci allo svincolo di Mammola e segui la segnaletica per il Musaba.

Dai un’occhiata al video del Musaba!

Dove mangiare

Se organizzi una visita al Musaba ti suggerisco di pranzare al ristorante “La Taverna del Borgo“, il miglior locale dove gustare in tutte le sue varianti lo stocco, specialità di questo territorio. Consigliata la prenotazione perché è un locale molto frequentato.

Info: Contrada Nicolao – Mammola – tel. 0964 418942

Cosa vedere nei dintorni del Musaba di Mammola

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