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Brancaleone: la città sospesa tra l’Armenia e la poesia di Pavese

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28 Maggio 2023
brancaleone reggio calabria

Brancaleone è stata una delle scoperte più belle che ho fatto nel 2018: da un lato il fascino di un borgo abbandonato simbolo della civiltà armena e dall’altro la poesia di Cesare Pavese, che inviato al confino dal regime fascista, iniziò in una casa vista mare il libro “Il Mestiere di Vivere”.

A guidarmi in una fredda giornata di gennaio ci sono stati i soci della Pro Loco che ho conosciuto un anno prima grazie all’escursione organizzata da Kalabria Experience alla Villa Romana di Casignana e a Locri Epizefiri. Un gruppo splendido guidato dal presidente Carmine Verduci che in modo completamente volontario si prende cura del paese antico come fosse la propria casa. Grazie al loro impegno sono riusciti a trasformare la cittadina, completamente sconosciuta al settore turistico, in una destinazione a tutti gli effetti. Si prendono cura di Brancaleone Vetus, organizzano eventi culturali, workshop, mostre fotografiche ed esperienze, valorizzando l’intero patrimonio storico, naturalistico e culturale dell’area reggina.

Sommario

Dove si trova Brancaleone

Ci troviamo nell’estremo sud della regione, a circa 60 km da Reggio Calabria e a 30 km da Locri, in quella che in passato era definita “la città dei gelsomini”. Un paradiso di spiagge incontaminate e acque limpide scelto dalle tartarughe Caretta Caretta per riprodursi. La costa ionica reggina è infatti il più importante sito riproduttivo di questa specie a livello nazionale.

Un lembo di Calabria che rientra nell’area grecanica dove ancora oggi nei paesi del Parco Nazionale d’Aspromonte si parla un idioma dalla storia millenaria, il grecanico di Calabria, definito anche greco di Calabria o dialetto greco-calabro. Una lingua minoritaria risalente al periodo in cui gli antichi Greci fondarono le loro colonie sulle coste dell’Italia meridionale.

Cosa fare e vedere a Brancaleone in un giorno

Centro di recupero Tartarughe Marine

Piazza Stazione snc – sito web: https://www.crtmbrancaleone.it/

Il Centro di recupero Tartarughe marine, gestito dal 2009 dall’onlus Blue Conservancy, si trova nei locali dell’ex biglietteria ferroviaria. È un vero e proprio ospedale dedicato alla cura degli esemplari feriti nelle province di Reggio Calabria e di Messina.

La struttura è aperta tutti i giorni nei mesi estivi di luglio e agosto. Da settembre a giugno solo su prenotazione via whatsapp al numero +39 392 5951614.

Costo biglietto: 10 euro per adulti – 5 euro per bambini fino ai 5 anni

Museo del Mare

Via Napoli 16 – tel. 327 0476383 – sito web: http://www.carettacalabriaconservation.org/

Il Museo del Mare è stato inaugurato nel 2016 ed è gestito dall’Associazione Caretta Calabria Conservation, una onlus istituita nel 2012 che monitora e tutela i nidi di tartaruga marina deposti ogni anno in Calabria.

La struttura è costituita da tre ambienti. Nel primo sono esposti alcuni modelli di barche storiche realizzate dal maestro Anastasio di Palmi, dalla più antica Biremi Romana fino alle caravelle di Cristoforo Colombo, passando per la Feluca di Palmi, usata ancora oggi per la pesca del pesce spada.

La seconda stanza è dedicata al mondo della pesca artigianale dove sono presenti diversi attrezzi donati da pescatori di Palizzi, Brancaleone e Bagnara Calabra.

Nell’ultimo ambiente ci sono riproduzioni di diversi cetacei e un bellissimo diorama che riproduce le fasi riproduttive della tartaruga Caretta Caretta.

La volontaria dell’Associazione racconta che le uova vengono incubate dal calore della sabbia che determina anche il sesso dei nascituri: sopra i 28° nasceranno tutte femmine, sotto i 28° saranno maschi.

La schiusa avviene dopo circa 45 giorni dalla deposizione. Una volta che i piccoli nascono si dirigono verso la fonte luminosa più forte che per loro di notte è il mare. La cosa importante in questa fase è non toccarli né spostarli o prenderli perché nel tragitto verso il mare subiscono un imprinting ambientale. Si tratta di una memorizzazione dei campi magnetici che permette ai piccoli, una volta adulti, di ritornare dopo 20 anni sulla stessa spiaggia per deporre a loro volta le uova.

Le piccole tartarughe entrate in acqua nuotano il più possibile per allontanarsi dai pericoli. Solo una su mille arriva all’età adulta, quindi, per i volontari dell’Associazione è importante proteggere le testuggini verificando che il nido non sia troppo vicino al mare e non ci siano altri elementi di pericolo per i piccoli.

Dimora del confino di Cesare Pavese

Corso Umberto I, 119

“La gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca”.

Estratto di una lettera di Cesare Pavese indirizzata alla sorella Maria, datata 27 dicembre 1935

A due passi dalla stazione, affacciata sul mare blu del Mar Ionio, c’è la stanza dove Cesare Pavese, dopo l’accusa ingiustificata di antifascismo, è stato confinato per otto mesi, dall’agosto del 1935 al 27 marzo 1936, a causa di una lettera scritta in realtà dalla sua amata Tina Pizzardo e indirizzata al sovversivo Altiero Spinelli.

Dopo la condanna da parte del Tribunale di Torino a tre anni di esilio, poi ridotti a sei mesi, lo scrittore piemontese arriva con il treno a Brancaleone il 4 agosto del 1935. Per i primi giorni alloggia presso l’Albergo Roma, poi, dopo l’eliminazione del sussidio da parte del Ministero, è costretto a trovare un’altra sistemazione: gli viene allestita una piccola camera fronte mare con un letto, uno scrittoio e un baule.

Per mantenersi impartisce lezioni di latino e greco, un’attività che gli valse a Brancaleone il soprannome di “U prufissuri”.

In quei mesi di confino politico Pavese trova l’ispirazione per scrivere l’incipit del diario “Il mestiere di vivere” e il racconto autobiografico “Il carcere” in cui racconta l’esperienza dell’isolamento forzato a Brancaleone.

Grazie alla disponibilità del signor Tonino Tringali, l’attuale proprietario che ha acquistato, restaurato e aperto al pubblico nel 2015 la casa dove lo scrittore ha trascorso il suo confino, puoi visitare la piccola stanza con il letto, la scrivania e la lampada a carburo ricostruita con i racconti di un ex alunno a cui Pavese dava ripetizioni.

Se hai tempo ti suggerisco di seguire l’itinerario dei luoghi pavesiani, un tour cittadino (anche digitale) che ripercorre le tappe che hanno segnato l’esilio dello scrittore tra cui:

  • l’ex caserma dei carabinieri dove Pavese andava a firmare ogni giorno;
  • il bar Albergo Roma dove passò i primi giorni del confino;
  • lo “scoglio lungo” su cui Pavese si sedeva per riflettere;
  • la scalinata con alcuni versi dello scrittore situata in Via Cavour, oggetto di un progetto di rigenerazione urbana guidato dai volontari del Servizio Civile Universale.

Se vuoi comprendere un po’ meglio l’esperienza di Pavese ti consiglio di vedere questo documentario realizzato nel 1967 da Giuseppe Taffarel.

Parco Archeologico Brancaleone Vetus

Il borgo di Brancaleone Vetus, chiamato anticamente Sperlonga o Sperlinga, si trova in collina a circa 3 km dalla costa. È un luogo in cui ti ritrovi a camminare tra le pareti rocciose mioceniche, grotte rupestri, silos e piante di melograno antichissime.

Le sue origini si attestano al V-VI secolo d.C. grazie all’arrivo dei monaci bizantini provenienti dall’Armenia e dalla Cappadocia che scavano e abitano le grotte utilizzandole come luoghi di meditazione e preghiera.

Il paese antico è stato violentemente colpito dal terremoto del 1783 e ricostruito con molte difficoltà. Con il sisma del 1908 e l’alluvione degli anni ’50 del Novecento viene completamente abbandonato. Ad oggi ci sono solo i ruderi delle vecchie abitazioni medievali.

Una delle grotte particolari è quella dell’Albero della vita con pilastro centrale che rappresenta l’unica testimonianza armena presente a livello europeo. All’interno sono ancora visibili i resti dei graffiti risalenti al IX secolo d.C. posti dove un tempo vi era l’altare, orientato secondo la tradizione, verso oriente: un pavone stilizzato e una croce astile. Molto interessante è anche il forno scavato nel pavimento usato per fare il lavash, il pane armeno.

Altre testimonianze storiche rilevanti sono la Chiesa dell’Annunziata e la grotta della Madonna del Riposo con affreschi risalenti al XVI-XVII secolo d.C.

Informazioni utili

Per prenotare una visita guidata presso il Parco Archeologico Brancaleone Vetus e la Dimora del confino di Cesare Pavese, puoi rivolgerti alla Pro Loco di Brancaleone.

Contatti: tel. 347 0844564

Azienda Agricola Patea Bergamotto

Contrada Caldara – tel. 0964 1955245 – sito web: https://www.essenzabergamotto.com/

Il territorio di Brancaleone è quello dove i bergamotti danno il meglio di sè. Un agrume dalla storia misteriosa che ha trovato il suo habitat naturale in 100 km di costa reggina, da Villa San Giovanni fino alla locride.

Il suo primo successo fu a Versailles, alla corte di Luigi XIV, ma divenne ancora più popolare nel 1700 quando a Colonia, il piemontese Giovanni Paolo Feminis, brevettò “l’acqua admirabilis”, la prima acqua di toeletta destinata a diventare la celebre “Acqua di Colonia”. Sì, l’essenza principale del profumo più antico al mondo è proprio il bergamotto.

Oggi l’olio essenziale che si ricava dalla buccia è apprezzato dalle aziende profumiere di tutto il mondo.

Per assistere al ciclo della lavorazione del bergamotto puoi fare visita all’Azienda Agricola Patea. Io ci sono stata grazie al Treno della Magna Grecia, l’iniziativa nata dalla collaborazione della Pro Loco di Brancaleone e dell’Associazione Ferrovie in Calabria. Un itinerario che mi ha portato, in compagnia di altre 60 persone, a seguire dal vivo la lavorazione del nostro “oro verde di Calabria”.

Azienda Amandula-Caracciolo

Via Regina Margherita, 152 – tel. 0964 933591 – sito web https://www.amandula.com/

Un’altra tappa che non puoi perdere se visiti Brancaleone è il laboratorio artigianale dell’azienda Amandula-Caracciolo attivo dal 1965 e specializzato nella produzione di pasta di mandorla e bevande a base di mandorla.

Cosa vedere nei dintorni di Brancaleone

  • Calanchi di Palizzi (10 minuti)
  • Scogliera di Capo Bruzzano (10 minuti)
  • Bruzzano Vecchio e Rocca Armenia (12 minuti)
  • Parco Archeologico Archeoderi Bova Marina che ospita la seconda sinagoga più importante d’Occidente dopo Ostia Antica (13 minuti)
  • Torre di Galati (15 minuti)
  • Chiesa di Santa Maria di Tridetti (15 minuti)
  • Staiti (17 minuti)
  • Villa Romana di Casignana (18 minuti)
  • Ferruzzano (22 minuti)
  • Palmenti rupestri del Bosco di Rudina: sito di interesse comunitario (28 minuti)
  • Palizzi Superiore (30 minuti)
  • Samo e Precacore (30 minuti)
  • Parco Archeologico Locri Epizefiri (30 minuti)
  • Sant’Agata del Bianco: il paese natio dello scrittore Saverio Strati (30 minuti)
  • Pietrapennata (34 minuti)
  • Pentedattilo (37 minuti)
  • Gallicianò (47 minuti)
  • Bova (50 minuti)
  • Reggio Calabria (1 ora e 6 minuti)
  • Roghudi Vecchio (1 ora e 12 minuti)

Un itinerario per te

Se stai pianificando la tua vacanza sulla costa ionica della Calabria ho ideato un tour da Reggio a Catanzaro che comprende anche Brancaleone. Lo trovi qui sotto.

3 itinerari on the road in Calabria dalla costa ionica alla tirrenica

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Ciao!

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Mi chiamo Luigina, dal 2016 racconto e promuovo senza sosta il mio posto nel mondo, la Calabria, che esploro con gli occhi e il cuore di una viaggiatrice.

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