Ormai ho perso il conto di quante volte ho preso la mitica littorina anni ’50 per dirigermi verso sud e scoprire un altro gioiello della nostra meravigliosa Calabria.
In questo post ti racconto la mia giornata a Roghudi Vecchio, un borgo dell’area grecanica di una suggestione tale da togliere il fiato anche solo ad osservarlo in fotografia. L’ho visitato in compagnia di tre guide escursionistiche d’eccezione e ne ho parlato anche nella mia guida turistica della Calabria in pdf.
Roghudi Vecchio: il paese fantasma d’Aspromonte

Roghudi Vecchio, come altri borghi aspromontani, è completamente disabitato. Le alluvioni degli anni ’70 hanno costretto circa 1700 abitanti ad abbandonarlo per ricostruirsi una nuova vita nel paese di Roghudi Nuovo, a circa 10 minuti di macchina da Pentedattilo.
La strada che porta al paese fantasma è tortuosa e spesso non è percorribile, ma per capirne la sua essenza devi vederlo da lontano. Stai lì a chiederti come quelle case, abbracciate a quello sperone di roccia, siano ancora in piedi. Ma soprattutto ti chiedi come gli abitanti siano riusciti a viverci per decenni, completamente isolati dal mondo.
Quello che rende ancora più affascinante questo borgo è che qui un tempo si parlava il grecanico di Calabria, una delle tre lingue minoritarie della nostra regione insieme all’occitano e all’arbëreshe. Un patrimonio linguistico dalla storia millenaria che oggi sopravvive solo nel paese di Gallicianò, uno dei sette borghi da visitare in Calabria.
Ora a Roghudi Vecchio regna il silenzio. Tra i muri di quelle case diroccate rimangono i resti di una vita che è stata abbandonata da un giorno all’altro, senza preavviso. Un silenzio che quando ti affacci dalla terrazza giù in fondo al borgo è interrotto dall’impetuoso correre dell’Amendolea, definita la fiumara d’argento.
Rocca del Drako e Caldaie del Latte: leggende e curiosità

Prima di arrivare a Roghudi Vecchio c’è qualcos’altro di straordinario da vedere: la Rocca del Drako e le Caldaie del latte.
Queste curiose formazioni geologiche si trovano nel territorio di Ghorio di Roghudi. La Rocca del Drako è un enorme monolite preistorico in perfetto equilibrio, con due cerchi incisi che sembrano occhi. La leggenda racconta che sotto questa roccia viveva un drago custode di tesori.
Poco più giù, le Caldaie del Latte: sette rocce sferiche che la tradizione popolare collegava al nutrimento del drago leggendario.

Come arrivare a Roghudi Vecchio
Per raggiungere Roghudi Vecchio hai due alternative:
- arrivare al borgo di Bova e poi attraversare il Passo della Zita fino a giungere alla Rocca del Drako e alle Caldaie del Latte. Da qui poi segui la strada in discesa.
- Partire da Melito Porto Salvo e poi seguire le indicazioni per Roccaforte del Greco fino ad arrivare al borgo di Roghudi Vecchio.
Dove mangiare
Per una sosta golosa fermati a Bova, dai simpaticissimi gemelli Mimmo e Nino, che ti faranno assaggiare il simbolo della gastronomia locale: la mitica lestopitta. Questo pane azzimo, molto simile alla piadina romagnola, viene fritto e poi farcito con salumi, formaggi e verdure.
Indirizzo: Via Vescovado, 20 – Bova
Cosa fare e vedere nei dintorni di Roghudi Vecchio
- Escursione alla Frana Colella – Roccaforte del Greco
- Escursione alle Cascate dell’Amendolea (Maesano)
- Gallicianò (40 minuti)
- Bova (44 minuti)
- Il Castello di Amendolea Vecchia (1 ora e 7 minuti)
- Parco Archeologico Archeoderi di Bova Marina (1 ora e 10 minuti)
- Calanchi di Palizzi, uno dei 18 percorsi di trekking più belli della Calabria ( 1 ora e 12 minuti)
- Brancaleone (1 ora e 17 minuti)
- Pentedattilo (1 ora e 15 minuti)
Articolo scritto l’8 novembre 2023 e aggiornato il 15 giugno 2025
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