Foliage in Calabria: dove vedere i colori più belli dell’autunno

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30 Ottobre 2025
foliage calabria

Il foliage in Calabria è una di quelle esperienze che ti cambiano il modo di vedere l’autunno, quella stagione che spesso porta con sé un velo di malinconia. I boschi dei nostri parchi si trasformano in tavolozze viventi e ogni passo diventa un’emozione.

La magia accade quando parti senza aspettative. Domenica scorsa, insieme al GEA (Gruppo Escursionisti Aspromonte), ho percorso l’anello di Montalto, la vetta più alta del Parco Nazionale d’Aspromonte a quota 1.956 metri di altezza. Con grande stupore mi sono ritrovata immersa in una faggeta dai colori ocra e arancio fino al ruggine più intenso e ho passato gran parte del tempo con l’iphone in mano per immortalare quella meraviglia.

Quella giornata mi ha confermato quello che già sapevo: la Calabria custodisce un tesoro nascosto per gli amanti del foliage e della fotografia. Tra i suoi tre Parchi Nazionali (Pollino, Sila, Aspromonte) e il Parco Regionale delle Serre, puoi vivere l’autunno in mille sfumature diverse, dai 1.200 ai 2.000 metri di quota. Faggi monumentali, aceri montani, pioppi tremuli e gli iconici pini larici compongono un mosaico che cambia ad ogni passo e ad ogni altitudine.

Ti racconto dove e quando vivere questa magia, parco per parco.

Quando vedere il foliage in Calabria

Il periodo migliore per osservare il foliage in Calabria va da metà ottobre a fine novembre, con picchi variabili a seconda dell’altezza e delle condizioni meteorologiche dell’anno.

La natura non segue un calendario preciso: ogni anno è diverso, e questo rende ogni esperienza unica. Il mio consiglio? Se vuoi goderti al massimo il foliage cerca negli eventi di Facebook oppure segui i profili social delle guide escursionistiche perché prima di organizzare le uscite fanno i sopralluoghi.

Dove vedere il foliage nel Parco Nazionale della Sila

Per gli appassionati di fotografia come me, immortalare il foliage in Calabria era uno dei miei sogni nel cassetto: non vedevo l’ora di usare la reflex ed immergermi negli infiniti paesaggi colorati del Parco Nazionale della Sila.

Questo è anche il periodo migliore anche per scoprire le varie sagre autunnali, come ad esempio quella del fungo a Camigliatello.

1. Il sentiero Pietra dell’Altare

sentiero pietra dell'altare sila-foliage calabria

Uno dei trekking più belli per ammirare il foliage in Calabria è il sentiero Pietra dell’Altare per la presenza dei faggi che oltre i 1500 metri ti regalano mille sfumature color rosso ruggine.

La leggenda fa risalire il nome del percorso alla messa celebrata in questo sito in presenza di Carlo Magno da una spedizione di cavalieri di ritorno dalle crociate che improvvisarono un altare su una grossa pietra. Un sentiero che ho scoperto in una tiepida domenica d’autunno del 2017 grazie all’Associazione Cammina Sila

Una passeggiata silenziosa nel bosco, disconnessa dal mondo, tra mucche che pascolano in totale tranquillità, raggi di sole che scaldano il viso e un tappeto di foglie croccanti sotto i piedi. E poi ancora un’infinità di colori che dipingono un quadro inaspettato: un cielo dall’azzurro intenso e un albero che se ne sta solo soletto in mezzo alla radura, come in una foto astratta di Franco Fontana.

Informazioni pratiche

Il sentiero Pietra dell’Altare è lungo circa 6 km e inizia e finisce a San Nicola Silvana Mansio, frazione del comune di Serra Pedace. Questa piccola località turistica, a due passi dalla riserva naturale dei Giganti di Fallistro, è l’ultima fermata del Treno della Sila, la locomotiva a vapore che attraversa i boschi incontaminati delle montagne silane.

Nome percorso: SENTIERO PNS 2A – CAI 416A “A Petra ‘e l’Atari”. Tutti i sentieri hanno una doppia numerazione: la prima si riferisce al numero del Parco Nazionale della Sila, la seconda a quella corrispondente sul Catasto del CAI

Lunghezza: 6 km

Durata: circa 3 ore

Difficoltà: bassa. Il percorso è adatto a tutti, anche ai bambini più piccoli perché non presenta nessun tipo di pericolo.

Come arrivare al Sentiero Pietra dell’Altare

Se parti da Soverato e dintorni non ti fare ingannare da Google Maps. Il navigatore ti consiglia la strada che attraversa Sellia Marina e Botricello per poi salire verso Cutro. Di sicuro è il tracciato più veloce (139 km in 2 ore e 20 minuti) ma anche quello che metterà a dura prova la macchina perché la strada è veramente dissestata.

Hai due alternative:

  1. se ti piace l’autostrada prendi l’A2, esci a Cosenza, prosegui lungo la strada SS107, segui le indicazioni per Lorica e poi continua in direzione della SP211 verso San Nicola Silvana Mansio. Dal bivio vai avanti ancora per circa 5 km e fermati poco prima dell’imbocco per il Centro Sci di Fondo Carlo Magno.
  2. Se vuoi fare delle soste per fare qualche scatto al lago Arvo, ti consiglio di arrivare a Catanzaro e poi salire verso il Parco Nazionale della Sila percorrendo la SS109. Secondo me è la scelta migliore perché a parità di tempo (2 ore e mezza) ci sono circa 50 km di differenza rispetto al primo percorso.

2. I Giganti della Sila

A circa venti minuti di macchina, c’è un altro luogo dove il foliage regala emozioni pure: la Riserva dei Giganti di Fallistro, meglio conosciuta come i “Giganti della Sila”, l’unico bene FAI in Calabria. Qui camminare tra alberi alti fino a 45 metri e vecchi oltre 350 anni è un’esperienza che lascia senza fiato.

Sono oltre 60 patriarchi tra pini larici e aceri montani, piantati nel Seicento dai Baroni Mollo. Questi giganti secolari si elevano come colonne di una cattedrale gotica, e in autunno il foliage crea uno spettacolo straordinario: l’acero montano si accende di rosso e oro, il pioppo tremulo aggiunge note luminose, mentre il pino laricio mantiene il suo verde profondo. Il profumo intenso del sottobosco completa l’esperienza sensoriale.

Se vuoi puoi partecipare alle uscite organizzate dal Fai – I Giganti della Sila per il 9, 16, 23 e 30 novembre. Trovi tutte le informazioni sul sito del FAI.

In alternativa, puoi aderire all’escursione più impegnativa organizzata da Cammina Sila lungo il Sentiero di Fallistro che attraversa le radure del Macchione e della Macchia Sacra, ai piedi del maestoso Monte Curcio per poi passare al ritorno dal Vallone delle Sette Acque.

Informazioni base:

  • Lunghezza: 12 km
  • Durata: 4-5 ore
  • Difficoltà: Escursionistica
  • Dislivello: +500 m/-500 m

3. Valle del Tacina

Per chi cerca un’esperienza più avventurosa, la Valle del Tacina nella Sila Piccola è un’immersione nell’autunno più selvaggio. Questa vallata immensa, la più estesa del Sud Italia, è un mondo dove la natura è ancora padrona.

Qui le faggete si incendiano di colori caldi, e il percorso porta verso i suggestivi ruderi del Piciaro, custodi silenziosi di un passato rurale. Il “Piciaro” era la persona che si occupava dell’estrazione della pece dai pini, incidendoli per raccoglierne la resina. La forte presenza di pini in questa zona aveva spinto questi lavoratori ad abitare qui, e oggi i ruderi raccontano quella storia.

Camminare nella Valle del Tacina durante il foliage significa attraversare fiumiciattoli, scoprire laghetti nascosti, ammirare viste panoramiche mozzafiato, e incontrare tantissime mucche da immortalare.

Informazioni base:

  • Lunghezza: circa 14 km (anello)
  • Durata: 6 ore
  • Difficoltà: Escursionistica (tratti fuori sentiero, guado torrente)
  • Zona: Sila Piccola

4. Marinella di Coppo

Un altro luogo perfetto se vuoi viverti il foliage in Sila è Marinella di Coppo, nei pressi di Lorica, un’uscita organizzata da Cammina Sila per l’1 novembre.

Qui la faggeta si trasforma in un caleidoscopio di tonalità: dal giallo oro al rosso fuoco, fino al caldo marrone. L’aria frizzante e i colori caldi creano un’atmosfera da favola.

Il sentiero ad anello è classificato come turistico e adatto anche alle famiglie con bambini, rendendolo ideale per chi vuole vivere il foliage silano senza affrontare percorsi troppo impegnativi.

Informazioni base:

  • Lunghezza: circa 5 km (anello)
  • Durata: 3 ore
  • Difficoltà: Turistica
  • Quota: 1.600 metri

Dove vedere il foliage nel Parco Nazionale d’Aspromonte

L’Aspromonte è la montagna che non ti aspetti: selvaggia, autentica, con faggete che si arrampicano fino a quasi 2.000 metri. Qui il foliage ha un carattere diverso dalla Sila, più rude, meno “addomesticato”. È la natura nella sua essenza più pura.

1. L’anello di Montalto

Ph. Vincenzo Nava

Montalto, la vetta più alta del Parco Nazionale d’Aspromonte (1.955 metri), mi ha regalato la sorpresa più bella dell’autunno 2025.

Sono partita da Reggio Calabria con un sole spettacolare insieme ad alcuni soci del GEA (Gruppo Escursionisti Aspromonte), un’associazione nata nel 1985 che ha segnato e mappato il Sentiero del Brigante, un cammino di 140 km che collega Gambarie a Serra San Bruno e Stilo, inserito nell’Atlante Digitale dei Cammini d’Italia del Ministero per i Beni Culturali.

Trovi un piccolo approfondimento sul Sentiero del Brigante nel mio post sui percorsi di trekking in Calabria.

Il punto di partenza è stato la cima di Montalto dove è presente la statua del Cristo Redentore e la Rosa dei Venti realizzata nel 1994 in bronzo e pietra di Lazzaro. Da lì abbiamo percorso in discesa una piccola parte del sentiero 104 Montalto – Samo fino a Croce Serrata, raggiunto il Rifugio Giardini per poi affrontare una tosta risalita che ci ha regalato un panorama stupendo.

Informazioni base:

  • Punto di partenza: Località Putichej
  • Difficoltà: medio-alta (dislivelli e quota elevata)
  • Periodo: Fine ottobre

2. Diga del Menta e Laghetto di Rumia: foliage con vista sull’acqua

L’Aspromonte regala anche scenari dove il foliage si specchia nell’acqua. L’area intorno alla Diga del Menta offre passeggiate panoramiche dove i colori autunnali dei boschi si riflettono nel bacino artificiale, creando giochi di luce suggestivi.

Anche il laghetto di Rumia, piccolo specchio d’acqua circondato da faggete nel comune di San Roberto, è uno di quei posti che pochi conoscono ma che in autunno diventa magico. I riflessi delle foglie colorate sull’acqua calma creano atmosfere fiabesche, perfette per chi cerca tranquillità lontano dai sentieri più battuti.

Se vuoi esplorarlo Noemi Evoli, guida ufficiale del Parco Nazionale d’Aspromonte ha in programma l’uscita per il 2 novembre.

Foliage nel Parco Nazionale del Pollino: la foresta di aceri unica in Italia

Nel Parco Nazionale del Pollino, il più grande d’Italia situato al confine tra Calabria e Basilicata, la magia del foliage incontra i sapori tradizionali della gastronomia lucana. Puoi immergerti nelle faggete di Piano Ruggio o Colle Impiso e poi oltrepassare il confine e fare un tour gastronomico a Viggianello e Rotonda, famosa per la melanzana rossa e il fagiolo “poverello”, entrambi a marchio Dop.

1. Monte Sparviere: il gioiello nascosto

Il tesoro del Pollino è il Monte Sparviere (versante ionico, vicino ad Alessandria del Carretto), dove cresce una foresta di aceri unica in Italia. Questa acereta ospita sei specie diverse di acero, un autentico tesoro naturalistico, e in autunno le foglie si tingono di rosso, arancio e oro componendo un mosaico di tonalità calde che si estende fin quasi alla vetta. Qui sopravvivono anche antichi esemplari di abete bianco e frassino maggiore.

2. I “Piani” del Pollino

Il Pollino custodisce una serie di altopiani chiamati “Piani”, ognuno con caratteristiche uniche dove il foliage crea scenari mozzafiato:

  • Piano di Lanzo (San Donato di Ninea, 1.350 metri). Questa vallata collega il Cozzo del Pellegrino alla Valle dell’Esaro ed è un luogo di grande fascino per gli amanti del trekking. Castagneti e faggi monumentali si accendono di colori caldi, mentre dalla sua posizione panoramica si ammirano viste spettacolari. È anche habitat del capriolo appenninico.
  • Piano di Masistro (1.250 metri). Uno dei luoghi più affascinanti del Pollino, comprende tre ampie zone pianeggianti di origine carsica. Piano di Mezzo ospita un laghetto stagionale che in autunno riflette i colori degli alberi circostanti, mentre Piano Grande offre viste sulle creste dei “Monti della Luna”. Da qui si può salire al Timpone del Vaccaro (1.436 metri) per ammirare contemporaneamente il Mar Ionio e il Mar Tirreno.
  • Piano di Novacco (Saracena). Altopiano naturale incastonato tra i Monti di Orsomarso, offre natura selvaggia con panorami di faggete e pinete di pino nero. È zona di aquile reali, caprioli, gufi reali e lupi. L’antica evoluzione del suolo rende Piano di Novacco un luogo dal grande fascino sia naturalistico che scientifico.
  • Piano Ruggio (circa 1.500 metri). Ampio altopiano incastonato fra alcune delle vette più alte del Pollino, dalla Timpa della Capanna al Timpone di Viggianello, fino alla maestosa Serra del Prete (2.180 metri), terza cima più alta del gruppo. Un passaggio ideale per sentieri che attraversano il foliage più spettacolare del parco.

Se ami il Pollino ti consiglio di leggere anche questo post:

Trekking nel Parco del Pollino: 4 escursioni per gli amanti della montagna

Parco Regionale delle Serre: tra spiritualità e natura

Tra Aspromonte e Sila si estende il Parco delle Serre, con 18.000 ettari di boschi compatti e vallate solcate da corsi d’acqua. Le faggete di Serra San Bruno e le abetine di Mongiana sono il cuore di un sistema forestale di immenso valore.

1. Serra San Bruno e il Bosco Archiforo

Le faggete intorno a Serra San Bruno sono perfette per passeggiate che uniscono natura e spiritualità: la camminata verso la Certosa di San Bruno fondata nell’anno mille e il Santuario di Santa Maria del Bosco in autunno ha un fascino particolare.

Il Bosco Archiforo è il luogo dove il foliage diventa esperienza mistica. Qui il muschio color smeraldo ricopre come velluto gran parte della fustaia, e i faggi centenari si tingono di tonalità calde creando un’atmosfera raccolta, quasi sacrale. È il luogo perfetto per praticare lo Shinrin-yoku (bagno di foresta giapponese) tra i colori autunnali.

2. Le Riserve Naturali Biogenetiche

Il Parco delle Serre custodisce anche riserve naturali gestite dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Mongiana, che rappresentano veri e propri scrigni di biodiversità:

  • Riserva Naturale Biogenetica “Marchesale” (Arena). Questa riserva protegge ecosistemi forestali di grande valore, dove in autunno le faggete si trasformano in gallerie di colori caldi. È un’area meno conosciuta ma di grande bellezza naturalistica.
  • Riserva “Cropani Micone” e Centro Visite “Villa Vittoria” (Mongiana). Qui le abetine con esemplari rari di abete bianco creano un foliage particolare, dove il verde scuro delle conifere contrasta con i colori caldi dei faggi e dei castagni circostanti. Il Centro Visite Villa Vittoria, con il suo giardino botanico, permette di scoprire la biodiversità delle Serre in un contesto curato e accessibile.

3. Ferdinandea

Un altro sentiero che ti consiglio, per la presenza di numerosi faggi, è quello che parte da Monte Corvo e arriva fino alla Ferdinandea di Stilo, il polo siderurgico più importante del regno borbonico e terza potenza industriale del ferro su scala europea. Se vuoi approfondire ne ho parlato anche nella mia guida turistica della Calabria in pdf.

Consigli pratici per vivere il foliage in Calabria

Cosa portare:

  • Scarponi da trekking (i terreni possono essere scivolosi per le foglie bagnate)
  • Abbigliamento a strati (le temperature sono variabili e molto basse se sali a quota 2.000 metri)
  • Giacca antipioggia e antivento
  • Acqua (almeno 1,5 litri) e snack
  • Macchina fotografica

Un consiglio da appassionata di trekking: non andare mai da sola in montagna. Affidati sempre a guide esperte o associazioni escursionistiche locali. Le zone possono essere remote e senza copertura di rete, e camminare in compagnia di chi conosce il territorio rende l’esperienza più sicura e ricca.

Articolo scritto il 28 settembre 2023 e aggiornato il 30 ottobre 2025

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