Serra Dolcedorme: emozioni senza fine, dieci ore di cammino, 20 km macinati, tanto fiatone e muscoli delle gambe indolenziti, ma felicità e adrenalina a mille per essere arrivata sulla cresta più alta dell’Appennino Meridionale.
Percorrendo il sentiero per arrivare al Serra Dolcedorme, a quota 2.267 metri di altezza, mi sono trovata davanti il paesaggio più bello della mia vita, uno di quelli che sarà difficile dimenticare. Intorno a me le vette più alte del Parco Nazionale del Pollino, tutte oltre i 2.000 metri, la natura sorprendente dei pini loricati, le infinite praterie con i cavalli allo stato brado e poi arrivata in cima un panorama unico.
Tutto è partito quando ho visto l’evento dell’escursione organizzata da Gaetano Sangineti. Avevo già scritto un articolo sui percorsi di trekking nel Pollino e finalmente avevo l’occasione di scoprire una piccola parte dell’area naturalistica più grande d’Italia, nonché Patrimonio Unesco.
Accanto all’entusiasmo e al forte desiderio di salire sul Serra Dolcedorme avevo un pizzico di paura: forse 20 km per me che non ero così allenata erano un po’ troppi ma alla fine non mi sono fatta bloccare dalla paura e sono partita lo stesso.
Serra Dolcedorme: la vetta più alta del Mezzogiorno

Il Serra Dolcedorme, con i suoi 2.267 metri, regna indiscusso come la cima più elevata non solo del Massiccio del Pollino, ma dell’intero Appennino meridionale e della Calabria. Si trova a cavallo tra i territori di Castrovillari e Cerchiara, vicinissimo al confine con la Basilicata.
Quello che mi ha sempre colpito di questa montagna è la sua personalità duplice: il versante meridionale si tuffa verso la Piana di Sibari con una parete imponente, mentre dall’altro lato la montagna crea panorami più dolci verso la Basilicata.
Il sentiero da Colle Impiso al Serra Dolcedorme

Il sentiero inizia da Colle Impiso, nel territorio di Viggianello, punto di partenza per la maggior parte dei trekking nel Pollino. Si arriva facilmente dall’uscita Campotenese dell’A2 del Mediterraneo.
Nella prima parte attraversiamo una bellissima faggeta. Poi, salendo verso la dolina di Pollinello, inizia la vera magia: incontriamo i primi pini loricati, gli alberi monumentali simbolo del Parco, completamente attorcigliati su se stessi per resistere ai venti impetuosi delle alte quote.
La parte più impegnativa è l’ultimo tratto ma quando sono arrivata in cima, il primo pensiero è stato quello di catturare con macchina fotografica e cellulare la bellezza intorno a me per farla vedere a chi quassù non c’è mai salito. Da un lato le timpe del borgo arbëreshe di Civita e San Lorenzo Bellizzi e dall’altro Castrovillari e il borgo di Morano Calabro.


Al ritorno seguiamo un percorso diverso passando dai Piani di Pollino. Una sosta obbligatoria è al “Trabucco del Pollino”, uno degli inghiottitoi più profondi del sud Italia segnalato per la prima volta agli inizi dell’ottocento da un gruppo di viaggiatori napoletani e da anni oggetto di numerosi studi da parte di speleologi, ricercatori del settore e semplici appassionati provenienti da tutte le regioni.


Riprendiamo il cammino e per un paio di minuti rimango indietro rispetto ai miei compagni di viaggio. Mi volto e guardo il Serra Dolcedorme. Ancora non riesco a credere di essere arrivata lassù, a quota 2.267 metri di altezza, di aver superato le mie stupide paure e aver messo da parte la stanchezza fisica per godermi questa esperienza unica ed irripetibile.

Come organizzare l’escursione al Serra Dolcedorme
Se vuoi raggiungere il Serra Dolcedorme ti consiglio di affidarti a Gaetano Sangineti, guida ufficiale del Parco Nazionale del Pollino, e uno dei professionisti che fa parte della rete di guide e associazioni che ho scelto come punto di riferimento.
Contatti:
Sito web: discoverpollino – destinazionepollino
Tel. +393495346434
email: gaetanosangineti@gmail.com
Pagina Facebook – Profilo Instagram
Informazioni pratiche del sentiero per arrivare al Serra Dolcedorme
- Lunghezza: 21 km
- Dislivello: 700 metri
- Durata stimata: 8 ore
- Difficoltà: EE (escursionisti esperti)
- Periodo ideale: da maggio a ottobre
Articolo scritto il 3 giugno 2023 e aggiornato il 12 giugno 2025
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