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Escursione sulla Timpa di San Lorenzo: il mio sogno sulla cresta delle aquile del Pollino

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28 Luglio 2026
timpa di san lorenzo

Domenica scorsa ho realizzato uno degli infiniti sogni: salire sulla Timpa di San Lorenzo. La ammiravo in tutta la sua bellezza ogni volta che raggiungevo la casa di montagna a Colle Marcione della mia amica Stefania e quando ho visto su Instagram l’escursione di Oltretimpe ho chiamato subito per avere più informazioni.

Non vedevo l’ora di essere lì perché nonostante abbia vissuto per ben sette mesi a Civita, il paese dall’anima arbëresh del Pollino, non ero mai riuscita mai ad organizzarmi.

La Timpa di San Lorenzo è una montagna di natura carsica di 1.652 metri nel cuore del Pollino orientale, famosa per la Cresta delle Aquile: quattro chilometri di crinale sospeso su uno strapiombo di quasi 900 metri sulle Gole del Raganello. Porta il nome degli esemplari di aquila reale che spesso si vedono volteggiare proprio lì sopra e che hanno scelto questo paradiso per nidificare.

Per raggiungere la Timpa di San Lorenzo puoi percorrere l’anello classico da Località Maddalena (7 ore circa) adatta solo agli escursionisti esperti o la variante molto più facile che parte da località Conca, nei pressi della chiesetta di Sant’Anna, quella che ho fatto io insieme a Lorenzo e Pasquale di Oltretimpe Outdoor Experience.

Sommario

Dove si trova la Timpa di San Lorenzo

La Timpa di San Lorenzo si trova nel comune di San Lorenzo Bellizzi, in provincia di Cosenza, nel versante orientale del Massiccio del Pollino. Essa si affaccia sulle Gole Alte del Raganello, dette anche di Barile, e si stringe in un dolce abbraccio alla Timpa di Porace-Cassano.

La visione della montagna dal paese, così come quella dall’altro versante di Colle Marcione, è fuori dall’ordinario. Io ho avuto modo di scattare la terza l’immagine che vedi sotto il 15 agosto del 2021: ero in vacanza a Civita e sono partita a piedi dal borgo fino ad arrivare al rifugio a 1230 metri di altezza.

Vista della Timpa di San Lorenzo dal paese di San Lorenzo Bellizzi
Photo credits: Lorenzo Pittelli
Vista della Timpa di San Lorenzo dal rifugio di Colle Marcione

Un dettaglio che in pochi raccontano ma che vale la pena conoscere per preservare questi luoghi, è che il territorio rientra nella Riserva Naturale OrientataGole del Raganello“, un’area di 1.600 ettari istituita nel 1987 e gestita dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza, oggi riconosciuta anche come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Sito di Interesse Comunitario (SIC). Te ne parlo meglio più avanti, quando ti spiego come organizzare l’escursione.

La mia escursione sulla Timpa di San Lorenzo

Con Lorenzo e Pasquale, guide escursionistiche di Oltretimpe Outdoor Experience, partiamo in macchina dal paese di San Lorenzo Bellizzi e in 30 minuti siamo a Colle Conca. Ci troviamo nei dintorni della chiesetta di Sant’Anna, festeggiata proprio domenica 26 luglio. Non ci sono notizie documentate sulla sua origine ma si pensa che fu costruita per dare conforto spirituale ai pastori che vivevano in questi luoghi.

Rispetto all’anello molto impegnativo con partenza da Località Maddalena (pendenza del 35%) che richiede circa 7 ore e l’uso delle mani per arrampicarsi in alcuni tratti, questo accesso è sicuramente molto più abbordabile per i non esperti, pur restando un percorso che si sviluppa quasi interamente su terreno roccioso e senza una vera e propria vegetazione a fare da riparo. Io per il mio allenamento, non l’ho trovato difficile. L’unico aspetto che non devi sottovalutare quando arrivi in cima sono le pietre e anche l’esposizione.

Il cammino parte molto dolcemente su uno sterrato: sulla destra la cresta dell’infinito che parte dalla Manfriana e arriva a Serra di Crispo, passando per il Serra Dolcedorme e Serra delle Ciavole. Sotto la Fagosa, uno dei boschi di faggi più estesi del Pollino.

Poi c’è la Falconara (1.656 metri), altra timpa straordinaria dalla forma piramidale che racconta la storia geologica di questi luoghi: alla base della timpa si vede la zona di faglia che evidenzia la differenza nella composizione delle rocce rispetto a quelle sovrastanti.

Salendo, Pasquale si ferma di tanto in tanto per raccontarci quello che i nostri occhi da soli non saprebbero riconoscere. Si china su un cespuglio dalle foglie simili alla salvia e ne stacca una: è la stregonia siciliana, che qui chiamano “attagn’ sang”. Basta il nome in dialetto per capire a cosa serve da secoli: ferma il sangue dalle ferite e ha proprietà disinfettanti, mentre una tisana fatta con i suoi fiori aiuta la digestione e la respirazione.

Poco più avanti alcuni massi sono coperti da macchie di licheni crostosi arancioni, così vivide che sembrano dipinte apposta per contrastare il grigio della roccia.

Pasquale ci fa cenno di abbassare la voce: stiamo entrando nella zona di riproduzione della coturnice e dell’aquila reale. Camminiamo quasi in silenzio, e forse è proprio per questo che lo sguardo si allarga di più sul resto del panorama: verso lo Ionio intravediamo il Monte Sellaro, Pietra Sant’Angelo, Serra di Paola, e più in basso il paese di San Lorenzo Bellizzi che da qui sembra piccolissimo.

Dopo due ore e mezza di cammino, eccolo: il punto panoramico che ho guardato decine di volte su YouTube, studiando ogni fotogramma e chiedendomi come ci si sente lassù. Mi intimoriva anche solo immaginarlo. Ora sono qui: lo strapiombo sotto di me, la cresta che si allunga davanti. Non mi sembra ancora vero.

Mentre riprendo fiato, lo sguardo mi cade tra le rocce: qualche ciuffo di sempervivum si è fatto spazio proprio lì, quasi incastonato nella pietra. Mi stupisce pensare che a oltre 1.600 metri, dove sembra non poter crescere nulla, questa pianta succulenta abbia trovato la sua piccola oasi.

Photo credits: Lorenzo Pittelli

Ci fermiamo per mangiare qualcosa, quando alzo lo sguardo e resto a bocca aperta. Sopra di noi una nuvola si è colorata come non ne avevo mai viste: sfumature che sembrano quelle di un arcobaleno, ma concentrate lì, in un unico punto del cielo. Restiamo per qualche minuto con il naso all’insù, come bambini davanti a qualcosa di inspiegabile.

Solo dopo scopro che ha un nome: si chiama nuvola iridescente, un raro fenomeno ottico causato dalla diffrazione della luce solare attraverso minuscole goccioline d’acqua o cristalli di ghiaccio. Ma lì, in quel momento, io sapevo solo che era bellissima.

Al ritorno rifacciamo lo stesso percorso e mi riempio ancora di bellezza, come se il sentiero avesse ancora qualcosa da mostrarmi. Questa volta è Lorenzo a fermarsi e indicarmi due nuove chicche di flora: il ginepro strisciante, un arbusto sempreverde che forma piccole macchie qua e là, e il cardo pallottola, con la sua forma tonda e spinosa che spicca tra le rocce.

Scheda tecnica

Punto di partenza: Colle di Conca (1350 metri)

Punto di arrivo: Vetta Timpa di San Lorenzo (1652 metri)

Durata: 6 ore

Lunghezza: 5 km

Dislivello: 302 metri positivo – 302 metri negativo

Difficoltà: EE (escursionisti esperti)

Periodi ideali: maggio-giugno-settembre-ottobre

Traccia GPS

Se vuoi seguire il percorso passo passo, ho registrato la traccia GPS su Wikiloc.

Cose da sapere prima di organizzare l’escursione

Prima di organizzare l’uscita, c’è una cosa che devi sapere. Come ti dicevo, il versante della Timpa di San Lorenzo rientra nella Riserva Naturale Orientata Gole del Raganello, ed essendo un’area protetta ha delle regole precise, come indicato sul sito della Riserva. Questo significa che:

  • l’accesso libero è consentito solo a singoli visitatori o piccoli gruppi, fino a un massimo di cinque persone.
  • Per gruppi più numerosi, comitive o finalità di studio ed educative, serve un’autorizzazione specifica del Reparto Carabinieri Biodiversità di Cosenza.

La ragione di queste regole è la presenza di specie molto sensibili al disturbo antropico, in particolare aquila reale e coturnice, per cui la riproduzione può essere compromessa da un’eccessiva frequentazione nei periodi delicati che vanno da marzo a ottobre.

Se organizzi un’uscita è quindi utile saperlo prima di partire, anche per capire come muoverti nel caso siate più di cinque persone.

Un’altra cosa che dovresti sapere è che se soffri di vertigini questa escursione sulla Timpa di San Lorenzo non è adatta perché ci sono tratti esposti.

Attrezzatura per l’escursione

Io sono stata a San Lorenzo Bellizzi nel weekend quindi ho scelto di portare con me tutto questo:

  • Zaino Osprey Sirrus 34 litri
  • Felpa/ maglia termica/ giacca a vento
  • n. 2 leggings/ n. 3 magliette tecniche
  • scarponi trekking
  • bastoncini
  • sacca idrica 1,5 litri
  • intimo
  • foulard/ cappello falda larga
  • snack energetici/ frutta secca
  • telo microfibra
  • kit pronto soccorso/compeed/benda elastica
  • infradito
  • zainetto piccolo
  • power bank
  • salviette multiuso
  • reflex Nikon con obiettivo Tokina 11-16

Come organizzare l’escursione: le guide

Vista la tecnicità del percorso ti consiglio di non improvvisare e di affidarti a chi conosce bene questi sentieri.

Per la mia escursione mi sono rivolta a Lorenzo e Pasquale di Oltretimpe Outdoor Experience. A differenza delle altre guide, loro si concentrano sulle escursioni nel Pollino orientale tra cui Serra di Paola, Scala di Barile, Palma Nocera, Timpa di San Lorenzo, Timpa della Falconara, Pietra Sant’Angelo, Monte Sparviere e Monte Sellaro.

Contatti
Tel. +39 3533187171
Email: oltretimpe@libero.it
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