Il Grecanico di Calabria: la lingua che ci unisce al mondo

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13 Giugno 2025
grecanico calabria

Seconda settimana di agosto. Esco di casa prima dell’alba, quando le luci rosate dell’aurora illuminano il cielo di Soverato. Vedo sorgere il sole dal finestrino di una littorina anni ‘50 che va come il vento sulla costa ionica. Scendo alla stazione di Locri, aspetto una mezz’oretta e riprendo un’altra lettorina. Osservo da un lato le piante di agave americana adagiate dolcemente ai lati della ferrovia e dall’altro le montagne color borotalco dei calanchi di Palizzi. Arrivo a Condofuri Marina, piccolo centro ellenofono della Valle dell’Amendolea. Qui, per una settimana mi ritrovo in una piccola comunità fatta di calabresi, polacchi, greci e salentini. Sì, salentini, perché anche in Puglia si parla il “griko”, una variante del grecanico di Calabria.

Tutte queste persone hanno deciso di essere curiose, andare alla ricerca delle proprie radici e cercare di recuperare una lingua dalla storia millenaria. C’è chi ascolta questo idioma per la prima volta come me, e chi invece lo parla fin da bambina, come Maria Olimpia. E poi ci sono anche loro, le creature più belle, i bambini, che invece di andare al mare e giocare con paletta e secchiello, sono lì tutti insieme a cantare “Ela mu condà”, la canzone d’amore più bella scritta in greco di Calabria.

Sommario

La storia del greco di Calabria

Il greco di Calabria, conosciuto anche come dialetto greco calabro o grecanico di Calabria, è una delle tre lingue minoritarie riconosciute nella nostra regione insieme all’occitano e all’arberëshe ma custodisce qualcosa di straordinario: è l’eco vivente della civiltà ellenica che non si è mai spenta.

Durante il dominio della Magna Grecia (VIII-III sec. a.C.) e poi sotto i Bizantini (VI-XI sec. d.C.), il greco risuonava in tutta la Calabria meridionale, in modo particolare nell’entroterra aspromontano.

Quello che stupisce è che questa lingua antica non è mai scomparsa del tutto, neanche quando arrivarono i Romani. A dimostrarlo è stato Gerhard Rohlfs, il grande linguista tedesco che ha dedicato la vita a studiare questo patrimonio e che oggi puoi conoscere meglio nel Museo della Lingua Greco-Calabra di Bova, a lui intitolato.

La riscoperta del grecanico iniziò con Karl Witte, un giurista tedesco appassionato di Dante, che nel 1821 dopo aver soggiornato a Bova, pubblicò un canto in greco di Calabria facendo conoscere questo idioma in tutto il mondo.

Con le alluvioni degli anni ’50 e ’70 gli abitanti di paesi come Roghudi Vecchio e Gallicianò iniziarono a trasferirsi verso Reggio Calabria e dintorni. Il grecanico iniziò ad essere visto come motivo di vergogna al punto tale che i genitori proibirono ai figli di parlarlo, temendo che potesse essere un ostacolo per trovare lavoro.

La salvezza arrivò da due professori reggini, Franco Mosino e Domenico Minuto, che alla fine degli anni ’60 entrarono in contatto con giovani dell’area grecofona. Questi ragazzi riscoprirono l’orgoglio per la loro identità e nel 1970 fondarono “La Ionica”, il primo circolo di parlanti.

Da allora il grecanico ha trovato nuova vita: è diventato lingua minoritaria riconosciuta con la legge 482/1999 e oggi è la minoranza linguistica più studiata d’Europa.

Dove si parla la lingua greca in Italia

Nel nostro paese le due isole linguistiche dove si parla la lingua greca sono:

  • l’area Grecanica, definita anche Bovesia, in Calabria. Dal punto di vista amministrativo racchiude circa 10 comuni della città metropolitana di Reggio Calabria come Bova, Pentedattilo e Condofuri. Nella realtà, l’unico paese interamente ellenofono è Gallicianò che ti consiglio di inserire nei tuoi itinerari in Calabria. Ne ho parlato in modo approfondito nella mia guida della Calabria.
  • Il Salento in Puglia. Qui ci sono nove comuni dove si parla il griko, variante del greko calabro: Calimera, Castrignano de’ Greci, Corigliano d’Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino.

To Ddomadi greko: il corso estivo di greco di Calabria

giovani associazione jalò tu vua
Giovani dell’Associazione Jalò Tu Vua di Bova Marina

To ddomadi greko” – “la settimana greca” – è stata una delle esperienze più belle della mia vita, un’immersione totale nel mondo del grecanico che ho vissuto nel 2019 circondata da persone arrivate da tutta Europa con la stessa passione per questa lingua millenaria.

Il corso, nato nel 2015 grazie alla collaborazione tra l’Associazione Jalò Tu Vua di Bova Marina e il GAL dell’area grecanica, è coordinato da Maria Olimpia Squillaci, una linguista straordinaria che parla greco di Calabria fin da piccola grazie al papà Tito.

La settimana di formazione prevede delle lezioni di lingua la mattina, a cui sono affiancati workshop ed escursioni sul territorio nel pomeriggio.

Qui sotto trovi un breve video creato da me con gli spezzoni che ho registrato durante il To ddomandi greko.

Articolo scritto il 9 maggio 2023 e aggiornato il 13 giugno 2025

Scopri l’area grecanica con la mia guida

Ti ho raccontato l’emozione di parlare il grecanico e la magia del corso estivo, ma questo è solo l’inizio del viaggio. Nella guida “La mia Calabria” trovi la storia approfondita di questo idioma millenario e ti accompagno alla scoperta di Bova, dove Gerhard Rohlfs passò 60 anni della sua vita a studiare il nostro patrimonio linguistico e Gallicianò, l’unico paese dove il greco di Calabria risuona ancora per le strade.

Questa è la Calabria che ho imparato ad amare in 10 anni di esplorazioni e che vorrei facessi anche tu.

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Ciao!

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Mi chiamo Luigina, dal 2016 racconto e promuovo senza sosta il mio posto nel mondo, la Calabria, che esploro con gli occhi e il cuore di una viaggiatrice.

La mia missione è raccontare la vera anima di questa terra a te che sei in partenza per le vacanze e hai il desiderio di esplorarla nella sua vera intimità. A te che come me vivi qui oppure stai lontano. Voglio donarti nuovi occhi e quella giusta dose di consapevolezza per scoprirla, ritrovarla e innamorarti, come fosse la prima volta. Ti racconto di me.

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