Due sabati fa, per fuggire dal caldo torrido di Soverato, ho raggiunto a piedi i Bagni di Guida di Bivongi: un piccolo angolo di paradiso della Vallata dello Stilaro, custode di un centro termale di metà ‘800 e di una delle prime centrali idroelettriche del sud Italia, inaugurata nel 1914. Un luogo che ami se, come me, cerchi il silenzio lontano dal caos delle città di mare, e magari anche il coraggio di rigenerarti buttandoti nelle gelide acque della fiumara Stilaro.
Avevo sentito parlare di questo posto già a luglio del 2016, quando ho fatto il mio primo trekking al rientro dal mio viaggio in solitaria a Tenerife di 2 mesi, raggiungendo insieme al mio ex compagno le Cascate del Marmarico, che col loro salto di ben 114 metri sono le più alte della Calabria e dell’Appennino meridionale.
Poi per caso a fine maggio ho conosciuto al Drearg Ranch di Bivongi Daniel, il genero del gestore dei Bagni di Guida: ero andata lì per fare la mia prima uscita a cavallo partecipando allo Stilaro Summer Fest.
Dove si trovano i Bagni di Guida

Prima di raccontarti di questa splendida oasi naturalistica, ti voglio far entrare nel luogo che li custodisce. Perché i Bagni di Guida non sono un punto isolato su una mappa: sono una parte di quella Calabria che adoro e che in pochi conoscono davvero. Un territorio che va esplorato, studiato a fondo e poi condiviso.
Ci troviamo nella Vallata dello Stilaro che prende il nome dalla fiumara che la attraversa e si estende tra i comuni di Pazzano, Stilo, Bivongi e Monasterace. Più precisamente siamo all’interno del Parco Regionale delle Serre, in provincia di Reggio Calabria, a circa 18 km da Monasterace Marina e a due passi dal borgo di Stilo, noto per la Cattolica, simbolo dell’arte bizantina in Calabria, e paese natio del celebre filosofo Tommaso Campanella e del meno conosciuto Domenico Vigliarolo, cosmografo e cartografo che disegnò le mappe nautiche di tutto il mondo. Un personaggio, quest’ultimo, di cui ne ignoravo l’esistenza e che una volta scoperto non ho potuto fare a meno che approfondire online come sono solita fare. Ho condiviso la sua storia nella mia guida turistica della Calabria, un libro che condensa 10 anni di esplorazioni e centinaia di ore di studio.
Il territorio di questa Vallata racconta il passato glorioso che noi calabresi abbiamo completamente dimenticato e che forse dovremmo ricordare più spesso. Prima dell‘Unità d’Italia, Mongiana era il polo siderurgico più importante del regno borbonico, considerato il terzo su scala europea. Nei suoi altiforni sono state costruite le rotaie del primo tratto ferroviario italiano Napoli-Portici.
A supportare la produzione poi fu costruita la Ferdinandea di Stilo, visitata e narrata dalla scrittrice Matilde Serao. Una storia che mi ha affascinata e che ho scoperto a novembre del 2023 grazie all’escursione con Giorgio e Emanuele dell’Associazione Trekking Stilaro.
In cammino verso i Bagni di Guida: la volpe e il “Mulinu Do Fhurnu”

La prima sorpresa della giornata è stata scorgere per qualche secondo una piccola volpe sulla riva della fiumara Stilaro: non ho fatto neanche in tempo a fare una foto che è subito scappata via.
Dopo questo primo incontro inaspettato, passo davanti al “Mulinu Do Fhurnu” costruito su un preesistente opificio realizzato dall’antica città magnogreca di Kaulonìa per coniare le monete. Qui si lavorava il minerale argentifero estratto in località “Argentera”. Un sito che fu poi trasformato in ferriera per produrre granate per l’esercito reale.
Qui vedo anche una riproduzione su stampa in ceramica realizzata dall’artista Fortunato Pedullà che riproduce uno spaccato del passato industriale della Vallata dello Stilaro. Un’opera che è stata inserita all’interno del progetto finanziato “La Via del Ferro – Itinerario di archeologia industriale” avviato dal Parco Regionale delle Serre in sinergia con i comuni di Mongiana, Bivongi, Stilo e Pazzano.
Le “Acque Sante” dei Bagni di Guida

Arrivata giù, la prima persona che incontro è il signor Nobile, il gestore dei Bagni di Guida, che mi fa da cicerone insieme al suo collie e mi racconta un po’ della storia di questo antico stabilimento termale risalente al 1850. Un edificio a due piani, con le vasche al piano terra riscaldate da un generatore di vapore alimentato a legna, e un piccolo albergo di venti stanze per ospitare chi arrivava da fuori per curarsi. I turni per i bagni cominciavano alle quattro del mattino e continuavano fino a tarda sera.
Quelli che oggi chiamiamo Bagni di Guida, un tempo venivano chiamate “Acque Sante“. Un nome che dice già tutto: acque solfuree-alcaline a cui si attribuiva un potere quasi miracoloso, conosciute, pare, fin dai tempi dei Romani e poi ancora sfruttate in epoca bizantina.
Si pensa che a scoprire le proprietà curative di questa sorgente sia stato un pastorello, che aveva notato come le sue capre, immergendosi in quelle pozze d’acqua, guarissero da un fastidioso problema alla pelle. Da lì, la voce si sparse per tutta la Vallata. Da quel momento, i Bagni di Guida non furono più solo un rimedio popolare, ma un vero e proprio presidio di cura. Si dice che gli anziani della zona vi arrivassero a dorso di mulo, piegati dall’artrosi, e ne ripartissero rimessi in sesto dopo un ciclo di bagni.
Bisognerà aspettare il 1870 perché la scienza ufficiale confermi quello che la tradizione popolare sapeva già: il dottor Vincenzo Filia pubblicò sul “Giornale Internazionale delle Scienze Mediche” un articolo dal titolo “Le acque solfuro-alcaline di Bivongi, studio clinico terapeutico”: “… Bevendo le acque solfuro-alcaline di Bivongi, il sapore delle medesime è leggermente alcalino, ed allorché si fa uso al momento in cui viene attinta dalla sorgente, si avverte, in modo assai distinto, un vero sapore solforoso, che ricorda le acque solfuree. …”.
Tali proprietà furono confermate dall’ingegnere minerario Vittorio di Matteo, dipendente dell’impresa estrattiva di Achille Fazzari che acquisì la tenuta della Ferdinandea nel 1874 quando il governo italiano decise il declino sia delle Reali Ferriere Borboniche di Mongiana che dell’ex residenza estiva immersa nel Bosco di Stilo. L’ex garibaldino, originario di Stalettì, stava studiando anche il modo di imbottigliare l’acqua delle sorgenti di Mangiatorella.
Più di recente, le analisi effettuate dal prof. Antonino De Lorenzo dell’università Tor Vergata di Roma, hanno confermato gli effetti terapeutici delle sorgenti di Guida.
Per molti studiosi in tali acque si nasconde uno dei segreti della longevità dei bivongesi.
Dopo diversi anni di ristrutturazione, oggi i Bagni di Guida sono tornati a essere un presidio attivo: le acque solfuree continuano a sgorgare, portando ancora lo stesso beneficio che curava reumatismi e artrosi più di un secolo fa.
La centrale idroelettrica “Guida”

Nel 1913 accanto allo stabilimento termale fu costruito un altro piccolo gioiello, poi inaugurato nel 1914: la centrale idroelettrica “Guida”, realizzata per volere della società “L’Avvenire“, fondata dagli stessi cittadini di Bivongi. Fu la prima centrale idroelettrica del Sud Italia che grazie alla potenza delle acque della fiumara Stilaro forniva energia, all’inizio al solo comune di Bivongi, poi a Stilo e Pazzano. Rimase in attività fino al 1953.
Ancora oggi puoi ammirare le due turbine Francis della società Ing. Moncalvi & C. di Pavia e il pannello di controllo, pezzi di archeologia industriale che testimoniano il passato di questo luogo.
Un’epoca che si interruppe bruscamente con le alluvioni degli anni ’50: sia lo stabilimento termale che la centrale vennero abbandonati, e per decenni la Vallata dello Stilaro custodì in silenzio questo pezzo di storia.


Acqua gelida e buona compagnia
Dopo aver fatto il giro con il signor Nobile e aver scattato un po’ di foto e video, mi godo finalmente questo paradiso buttandomi nella pozza d’acqua vicino le cascate. La temperatura si aggira intorno ai 9 gradi ma mi rigenera: starei ore qui dentro, ma si fa già ora di pranzo e, prima di sedermi a tavola, faccio un bagno nella vasca termale di acqua fredda come consigliato dal gestore. Qui la temperatura è di 22 gradi.
Il pranzo è allestito su una splendida terrazza con vista, e qui capisco ancora una volta perché non smetterò mai di viaggiare in solitaria. C’è chi pensa che significhi essere sempre sola, e invece per me è l’esatto contrario: senza qualcuno al mio fianco, sono più aperta con le persone. Così mi ritrovo a scambiare due chiacchiere con il signor Nobile, che mi fa compagnia insieme al suo collie con un bicchiere di vino e un piatto di pasta, e poi con una famiglia di spagnoli arrivata fin qui con il camper, anche loro conquistati da questa oasi naturalistica. In un attimo, quello che sembrava un pranzo solitario diventa una piccola tavolata di sconosciuti che si scoprono, per un’ora, meno estranei di quanto pensassero.







I Bagni di Guida in un reel di Instagram
Informazioni pratiche per visitare i Bagni di Guida
Se anche tu vuoi immergerti in questo piccolo paradiso, è necessaria la prenotazione. Il gestore prepara le vasche, sia quelle di acqua calda che quella di acqua fredda a 22°.
Il signor Nobile grazie al supporto della sua famiglia offre anche il servizio di ristorazione che va dall’antipasto alla frutta.
Come raggiungere i Bagni di Guida
Per visitare i Bagni di Guida hai due opzioni:
- con i mezzi, come piace a me. Se arrivi dalle parti di Soverato puoi prendere da Monasterace Marina l’autobus di Federico che ti porta direttamente a Bivongi e da lì proseguire a piedi. Raggiungi il bar pizzeria Cibò e percorri Via Camillo Benso Conte di Cavour fino a scendere sulla strada che costeggia sulla tua destra la fiumara Stilaro. Prosegui seguendo le indicazioni per i Bagni di Guida e arriverai al bivio che sulla sinistra prosegue verso le Cascate del Marmarico e a destra scende verso lo stabilimento termale.
- con la macchina. Se arrivi da nord prendi la statale 106 ionica e poi la SP9 fino a raggiungere il bivio di Stilo. Da qui svolta a destra sulla SP95 raggiungendo Bivongi e poi segui le indicazioni sopra.
Cosa visitare nei dintorni dei Bagni di Guida
- Cascate del Marmarico
- Monastero di San Giovanni Theristis di Bivongi
- Stilo con la celebre Cattolica
- L’eremo di Santa Maria della Stella di Pazzano
- Mongiana e le Reali Ferriere Borboniche
- Megaliti di Nardodipace, uno dei sentieri di trekking più belli della Calabria
- Serra San Bruno con il Museo della Certosa e il Santuario di Santa Maria del Bosco
- Il Parco Archeologico di Kaulon. Ne ho parlato qui nel mio articolo sui siti e parchi archeologici in Calabria.
Vorresti visitare la Vallata dello Stilaro?
Se il racconto dei Bagni di Guida ti ha incuriosito, nella mia guida esperienziale della Calabria trovi il capitolo completo dedicato alla Vallata dello Stilaro. Al suo interno ti parlo di Stilo con la celebre Cattolica, della storia della Ferdinandea, del Monastero di San Giovanni Theristis, della storia affascinante di Mongiana e delle Reali Ferriere Borboniche. E ancora dei megaliti di Nardodipace e di Serra San Bruno.
Oltre 250 pagine per innamorarti della mia terra, quella che vivo e respiro ogni giorno.








0 commenti